IL PROGETTO

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In Italia per troppi anni si è vissuto un conflitto sordo e improduttivo tra mondo venatorio e quello ambientalista,
che svolgono entrambi un ruolo di pari dignità nella salvaguardia della biodiversità.
La Fondazione UNA Onlus (Uomo, Natura e Ambiente) nasce proprio con l’obiettivo di costruire in Italia una nuova cultura della gestione della natura, che diventi il frutto del confronto tra mondi apparentemente distanti e conflittuali e che invece possono e devono collaborare alla tutela e alla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio faunistico e ambientale.

Su questi temi, Fondazione UNA si è consolidata negli anni come interlocutore credibile e concreto, ottenendo il riconoscimento pubblico da parte del Ministero dell’Ambiente. Per farlo la Fondazione cura diversi progetti dedicati a specifiche esigenze ambientalisti e faunistiche. Tra questi, siamo particolarmente orgogliosi di aver supportato la realizzazione di “Selvatici e Buoni”, progetto italiano totalmente dedicato alla valorizzazione della selvaggina,carne tanto prelibata quanto sottovalutata dal punto di visto nutritivo e di gusto.

Con “Selvatici e Buoni” vogliamo dar nuovo slancio a questa tipologia di carne, valorizzando il patrimonio faunistico, rispettando l’ambiente e dando nuovo impulso al turismo enogastronomico locale attraverso lo sviluppo di una filiera tracciata della selvaggina. Il territorio bergamasco, attraverso la proficua collaborazione tra istituzioni ed enti locali, ha dato il battesimo a questo progetto. L’auspicio di UNA è che l’esempio orobico possa riprodursi presto in altri territori italiani.
                                                                                                         
                                                                                             Presidente Fondazione UNA Onlus
 

OBIETTIVI

 

L’iniziativa, nata dalla condivisione programmatica tra Istituzioni ed Enti locali, ha come obiettivo principale lo sviluppo di una filiera delle carni di ungulati selvatici a vita libera attraverso una specifica attività di formazione per assicurarne le caratteristiche igienico-sanitarie e valorizzare il prodotto sino ad arrivare alla sua promozione sul territorio. Il Cacciatore riveste un ruolo fondamentale quale ‘produttore primario’ conferitogli a livello comunitario ai sensi del pacchetto igiene (Reg. CE 852, 853 del 2004) e in questo ambito è evidente che la sostenibilità del prelievo venatorio è la premessa irrinunciabile del progetto stesso.


L’attenzione è rivolta agli ungulati selvatici che negli ultimi decenni hanno registrato una forte crescita demografica ed una consistenze espansione dei propri areali su tutto il territorio alpino, determinando in alcune situazioni danni agroforestali e problemi sanitari. Il progetto si collega anche alla necessità di arginare tali criticità nel senso che un corretto prelievo può contribuire a trasformare un problema in una risorsa.

 

Le popolazioni di ungulati selvatici rappresentano infatti una risorsa rinnovabile per eccellenza, in grado di fornire derrate alimentari con intrinseche peculiarità nutrizionali, organolettiche ed a basso impatto ambientale. Tali prerogative, che rispondono ad esigenze sempre più impellenti per la Società moderna, vanno adeguatamente valorizzate attraverso un rigoroso processo produttivo, a partire dalla realtà di campo che vede coinvolto in prima persona il mondo venatorio.

 

FORMAZIONE

Il ruolo del Cacciatore all’interno del progetto ‘Selvatici e buoni’ oltre ad identificarsi nella figura di ‘produttore primario’, prevista dai regolamentati comunitari del ‘pacchetto igiene’, deve ulteriormente elevarsi ad una figura di riferimento nella qualità e nella valorizzazione del prodotto selvaggina. Il Cacciatore è il soggetto che può permettere di portare a livello di ristorazione un prodotto che si presenta con caratteristiche nutrizionali e organolettiche eccezionali e rappresenta l’unica produzione realmente sostenibile ed in grado di rispettare, in tutte le fasi della produzione, le garanzie del benessere animale.

La fauna selvatica nasce libera, vive libera, è libera di adottare comportamenti tipici della specie e di alimentarsi con ciò che trova in natura a garanzia di un’ottima qualità del prodotto come, ad esempio, l’elevata concentrazione di omega 3 ed un corretto equilibrio tra acidi grassi. Infine l’animale deve esser prelevato senza subire nessuna forma di sofferenza e/o stress attraverso un abbattimento immediatamente mortale e quindi nel rispetto del benessere animale. Il Cacciatore ha quindi la responsabilità di garantire anche nella fase del prelievo il mantenimento del benessere animale, e di conseguenza della qualità del prodotto, effettuando un abbattimento pulito, che porti a morte immediata il soggetto. Tale aspetto è altresì importante nel limitare i rischi sanitari che potrebbero verificarsi nell'ambito della gestione della carcassa.

TIMELINE DEL PROGETTO

 

Selvatici e Buoni | un progetto di Fondazione UNA Onlus | info@fondazioneuna.org | Tel: 065903510 |