Le carni di selvaggina fanno parte da sempre delle nostre tradizioni gastronomiche e sono espressione di un prodotto alimentare locale dall'altissima qualità nutrizionale.

Le prescrizioni normative comunitarie (Reg. CE 852-853-854 del 2004) ed i recenti recepimenti NazionalI e Regionali (DGR X/2612 del 7 novembre 2014) sono di supporto per la creazione di una filiera produttiva controllata. Obiettivo principale del progetto è sviluppare, attraverso un percorso partecipato che prevede il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, le modalità operative per la gestione della filiera delle carni di selvaggina attraverso attività di formazione, educazione all'utilizzo delle risorse, miglioramento delle caratteristiche igienico-sanitarie, caratterizzazione e valorizzazione del prodotto, fino ad arrivare alla promozione sul territorio. Il progetto si svilupperà all'interno delle aree di studio nell’arco temporale di 18 mesi ed è strutturato in azioni specifiche tra cui le più significative riguardano:


• Costruzione partecipata della filiera.
• Indagine sulle tradizioni gastronomiche del territorio.
• Formazione all’utilizzo delle risorse.
• Analisi del rischi, valutazione e miglioramento dei requisiti igienico sanitari del prodotto.
• Business plan per rilancio dell’economia locale.

ATTIVITÀ SVOLTE

 

STAKEHOLDERS

 

Fondazione UNA Onlus in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva e la consulenza specialistica dello Studio Associato AlpVet ha presentato il progetto scientifico ai possibili stakeholder chiedendo successivamente di aderire con una manifestazione di interesse.
La presentazione del progetto è avvenuta in due momenti distinti: il mattino dedicato agli enti e alle associazioni (Corpo di Polizia Provinciale, Regione Lombardia UTR Bergamo, Istituto Zooprofilattico Sperimentale sezione di Bergamo, Agenzia Tutela Salute di Bergamo, Slow Food, Ascom Bergamo, CAI Bergamo); il pomeriggio rivolto invece ai Comprensori Alpini di Caccia e alle Associazioni Venatorie.

Al termine della presentazione del progetto è stato richiesto ai partecipanti all'incontro di compilare un questionario per comprendere il livello di interesse per il tema presentato, la conoscenza precedente degli argomenti trattati e le ricadute che si crede questo progetto possa avere sul territorio e sull'immagine pubblica del mondo venatorio. Sono inoltre stati richiesti suggerimenti e proposte per ulteriori sviluppi del progetto stesso. La totalità dei partecipanti ha espresso la convinzione che questo progetto possa contribuire a dare un’immagine differente del mondo venatorio, in particolare che possa aiutare a ridurre i pregiudizi dell’opinione pubblica sulla caccia, evidenziare un nuovo ruolo del cacciatore come soggetto economico a tutti gli effetti, rendere trasparente il consumo e la commercializzazione di carne di selvaggina, sottolineare il fatto che la caccia non sia soltanto prelievo ma anche tutela del territorio e dell’ambiente.

 

Infine sono state evidenziate le potenzialità di questo progetto nello sviluppo della cultura del territorio tra tradizione e innovazione del cibo.

 

DEFINIZIONE DEL PROGETTO

A seguito della prima presentazione del progetto avvenuta il 29 marzo 2017 sono seguiti altri 5 incontri (nei giorni 11.04, 18.04, 06.05, 08.05, 09.06) nei quali i promotori del progetto hanno incontrato diversi interlocutori tra cui i Presidenti delle Commissioni ungulati dei vari Comprensori Alpini di Caccia, i referenti delle Associazioni venatorie, i titolari dei Centri di Lavorazione della Selvaggina (CLS) e le autorità sanitarie locali. Al termine di questo percorso di condivisione sono state quindi accertate le condizioni essenziali per l’avvio del progetto.

 

Il 3 Luglio 2017 è stata quindi convocata, presso il Palamonti Bergamo, la seconda riunione ufficiale con tutti i partner tecnici e scientifici del progetto che hanno illustrato agli stakeholder il lavoro svolto sul territorio e la verifica dell’interesse da parte dei diversi attori per l’avvio del progetto all’interno del territorio bergamasco confermata dalla sottoscrizione di una ‘manifestazione d’interesse’.


A questo punto il progetto può partire!

AVVIO DEL PROGETTO

Avvio ufficiale dell’iniziativa “Selvatici e Buoni” con la conferenza stampa di presentazione del progetto organizzata alle ore 17:00 presso la sala della Comunità Montana Valle Seriana (Clusone, BG) con la presenza di tutti i partner tecnici e scientifici del progetto, degli Enti territoriali locali e regionali e dei presidenti dei Comprensori Alpini di Caccia (Prealpi Bergamasche, Valle Borlezza, Valle di Scalve, Valle Seriana), il Presidente Federcaccia di Bergamo e i Presidenti delle Comunità Montane. La stessa sera è iniziato anche il primo corso gratuito per il conferimento dell’attestato di “Persona Formata”, rivolto ai cacciatori.

 

PRESENTAZIONE 

RISULTATI

Durante un evento realizzato da Fondazione UNA Onlus in occasione della fiera venatoria Caccia Village sono stati presentati i primi risultati del progetto selvatici e buoni. Il coordinatore del progetto Luca Pellicioli ha esposto davanti ad una platea, fra i quali erano presenti anche alcuni esponenti politici umbri, tutte le attività poste in essere sin dall'avvio del progetto.

In quest’occasione sono stati presentati gli ottimi risultati che il progetto ha già riscosso nel territorio bergamasco, coinvolgendo istituzioni ed enti locali. Creare una filiera certificata e controllata della selvaggina, infatti, significa valorizzare un patrimonio faunistico presente in molti territori italiani, dalle enormi potenzialità economiche ed occupazionali. All’evento svoltosi presso lo stand dell’Università di Pollenzo hanno partecipato: Maurizio Zipponi, presidente Comitato scientifico Fondazione UNA, Silvio Barbero, vicepresidente Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Luca Pellicioli, referente del progetto Selvatici e Buoni.

Il 20 ed il 27 maggio si sono svolte a Lallio (BG), presso la sede di Pentole Agnelli - partner dell’iniziativa, due workshop dedicati ai ristoratori realizzati nell’ambito del progetto scientifico ”Selvatici e Buoni” sostenuto dalla Fondazione UNA Onlus (Uomo Natura Ambiente) dedicato alla gestione della carne di grossa selvaggina (prodotto di gusto elevato, sano e sostenibile) quale importante strumento di valorizzazione del territorio. 

 

WORKSHOP 

PER RISTORATORI

 

Selvatici e Buoni | un progetto di Fondazione UNA Onlus | info@fondazioneuna.org | Tel: 065903510 |